Raffreddore, prurito, asma: tornano le prime allergie
Per difendersi al meglio bisogna curare al massimo la pulizia e "bonificare" l'ambiente in cui si vive.
di Daniele Diena
ROMA - Quel fastidioso prurito agli occhi e al naso e poi, giù starnuti a raffica da rimanere quasi senza respiro.
E' la pollinosi, o raffreddore da fieno, quella variegatissima sindrome allergica che esplode ogni anno col ritorno della primavera, proprio come i pollini delle piante che ne sono la causa, dando seri problemi a circa cinque milioni di italiani.
I medici la chiamano anche "rinite allergica", dal sintomo principale che la caratterizza, la rinite appunto, disturbo apparentemente banale che in realtà, in tre casi su cinque, finisce col complicarsi nella ben più seria asma. Graminacee, parietaria, compositae e oleacee, ma anche la fascinosa betulla, il robusto ontano, il carpino e il nocciolo, i nomi delle piante più temute, in quanto più diffuse nel Paese, da nord a sud. Il freddo eccezionale delle settimane scorse ne ha rimandato la fioritura, ma ora che il termometro è salito stanno liberando, una dopo l'altra, i loro temuti pollini. E, d'altra parte, cosa dovrebbero fare, visto che è così che si riproducono, garantendoci frescura, aria ripulita e legnami?
Il problema è che le allergie, complice l'inquinamento atmosferico, sia "outdoor" - da fumi e gas di scarico - che "indoor" - da acari della polvere e da peli d'animali, sempre più presenti tra le pareti domestiche - sono in preoccupante aumento: andando avanti col ritmo attuale, che viaggia sul dieciquindici per cento d'incremento annuo, si prevede la triplicazione dei casi nei prossimi dieci vent'anni.
Che fare allora per difendersi al meglio? "La prima cosa è la bonifica dell'ambiente in cui viviamo, casa e uffici - dice il professor Arsenio Negrini, primario emerito di Allergologia dell'ospedale San Martino, di Genova - eliminare tutte le stoffe possibili, ricorrere alle fodere antiallergiche, allontanare gli animali e curare al massimo la pulizia".
Ci si chiederà: che c'entra l'inquinamento "indoor" con i pollini? C'entra eccome. Spiega Negrini: "L'inquinamento, "outdoor" e "indoor", determina il sommarsi di fattori irritativi che predispongono alla produzione di anticorpi Ige specifici e questi, alla lunga, favoriscono l'azione degli allergeni. Ciò peggiora l'asma, quando c'è, e rende addirittura più aggressiva l'azione dei pollini".
Poi ci sono i vaccini, da usare naturalmente dopo che sia stata verificata l'eventuale allergia con gli appositi test cutanei e il dosaggio degli anticorpi "Ige" - formidabili marker, cioè segnalatori, della gravità dell'allergia - e comunque non certo adesso, a stagione avviata, ma tra ottobre e dicembre, perché hanno bisogno di cinque-sei mesi per essere efficaci.
Naturalmente può succedere di scoprire d'essere allergici ai pollini da un giorno all'altro, nel bel mezzo dell'impollinazione delle piante. In questi casi bisogna agire a monte della sintomatologia, cioè sull'infiammazione delle mucose respiratorie provocata dalla reazione delle cellule all'azione degli allergeni. E' il capitolo della cura, un tempo monopolizzato dagli antistaminici, farmaci che non si prendevano mai volentieri perché davano sonnolenza.
"Oggi questo problema non c'è più - dice ancora Negrini - e gli antistaminici, sempre indicati per la rinite e la congiuntivite allergica, sono stati affiancati da farmaci più moderni, come i cromoni e gli antileucotrieni, categoria, quest'ultima, davvero rivoluzionaria, in quanto capace di contrastare l'azione specifica dei leucotrieni, sostanze liberate durante la reazione allergica insieme all'istamina e contro i quali i soli antistaminici non potevano nulla".
Cortisonici e broncodilatatori sono le altre armi per combattere le allergie respiratorie, sempre su prescrizione del medico. Infine, come sempre in medicina, fa la sua parte, specie nelle sindromi asmatiche, anche il corretto stile di vita. Che tradotto in parole povere vuol dire: mangiare bene e poco, non fumare e fare attività fisica, preferibilmente uno sport completo come il nuoto.
Fonte: Repubblica.it
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